EXPO 2015 STORYTELLING - CREATIVESHARING.IT
16451
single,single-post,postid-16451,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,footer_responsive_adv,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-9.3,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive
Storytelling EXPO 2015 Milano

EXPO 2015 STORYTELLING

Per mesi ho sentito parlare dell’Expo 2015 di Milano sotto diversi aspetti, tutti per lo più critici (soprattutto dagli italiani sempre grandi giudici su tutto ciò che riguarda l’Italia), ma è proprio vero quando si dice “non puoi giudicare qualcosa finché non la conosci”: ed io l’Expo 2015, dopo la mia breve visita, avrei voluto viverlo ancora di più. Già, perché nonostante i programmi e itinerari che mi ero prefissata (in particolare i padiglioni del Giappone e Kazakistan votati medaglie d’oro), non appena arrivata davanti al Padiglione Zero, ho capito che avrei dovuto cambiare strategia per poter prendere il meglio da quella giornata! Infatti la prima cosa che si vede? La fila, ovvio!

iran
Il mio grande ottimismo non mi aveva fatto credere che quanto dicevano i media fosse vero, ma, ahimè, gli immensi fiumi di persone si sono fatti realtà! Ci sono stati record di sette ore di fila…per assurdo ci si impiegherebbe lo stesso tempo in aereo per arrivare ad uno di quei paesi (come le Iene hanno appurato in un servizio)! Ma ciò non mi ha scoraggiato, anzi col senno di poi ho apprezzato le lunghe file ai padiglioni più grandi in favore di quelli più “scorrevoli”, come ad esempio i padiglioni della Malesia, del Vietnam o dell’Iran (a cui comunque ho dedicato 45 minuti di fila!), paesi che comunque ai più sono sconosciuti.

Ma la cosa che più dell’Expo mi ha colpito e che più mi ha fatto dispiacere di non aver avuto più tempo, da buona forchetta quale sono, sono gli odori! Superato il padiglione zero infatti arrivi nel decumano: una grande via su cui ad ogni lato si stagliano questi fantastici padiglioni eccentrici nelle loro architetture da cui fuoriescono profumi che ti fanno già venire l’acquolina… Ogni padiglione, a termine del percorso, aveva il suo cibo tipico e per chi ama e osa nel cibo come me purtroppo già si rende conto che, nonostante aver trascorso i giorni precedenti a digiuno per poter rimpinzare il proprio stomaco di tanti diversi assaggi, i suoi sforzi sono stati vani. E qui torniamo a lei: la fila! Quella dannata fila che ti ha fatto rinunciare a tante curiosità e che non ti ha dato la possibilità di capire fino in fondo qual’è stata la vera essenza e la sensibilizzazione che questo evento ha voluto trasmettere: il cibo è vita. In un ottica di spreco in cui ormai viviamo, questo è un messaggio sui cui tutti dovremmo sensibilizzarci. Ma ormai quell’Expo di cui hai tanto sentire parlare e criticare ora, purtroppo, è terminato…Non resta che prendere l’aereo a questo punto e andare in Giappone e Kazakistan!

Marta Mingiacchi
marta.mingiacchi@kleinrusso.it
No Comments

Post A Comment